Anche nel 2026 l’approdo di Goletta Verde di Legambiente ha rappresentato un’importante occasione per osservare da vicino lo stato di salute delle acque della costa ligure.

Il monitoraggio, realizzato attraverso campionamenti lungo il litorale regionale, permette di individuare eventuali criticità legate soprattutto alla presenza di scarichi fognari e alla qualità delle acque in prossimità delle foci dei corsi d’acqua.

Rispetto allo scorso anno emerge un miglioramento complessivo della situazione, ma i dati mostrano che rimangono ancora alcune criticità che richiedono attenzione e interventi.

I risultati del monitoraggio

Nel corso della campagna 2026 sono stati analizzati diversi punti lungo le coste liguri. La maggior parte dei campioni è risultata entro i limiti, mentre alcune aree hanno evidenziato livelli di contaminazione significativi.

In particolare, sono stati individuati 4 punti fortemente inquinati e 2 inquinati.

Le situazioni più critiche si concentrano soprattutto nel territorio della provincia di Imperia, dove sono risultati fortemente inquinati:

  • la foce del fiume Roja a Ventimiglia;
  • la foce del torrente Santa Caterina a Santo Stefano al Mare;
  • la foce del torrente Argentina ad Arma di Taggia.

Un punto fortemente inquinato è stato inoltre rilevato in provincia di Savona, alla foce del torrente Maremola a Pietra Ligure.

Due invece i punti classificati come inquinati in provincia della Spezia: la foce del Rio Corniglia, nel comune di Vernazza, e il campione prelevato a mare sotto il belvedere di Manarola, nel comune di Riomaggiore.

La situazione in provincia di Savona

Per il territorio savonese il monitoraggio ha restituito un quadro nel complesso positivo.

Sono risultati entro i limiti i campioni effettuati:

  • ad Albenga, a mare di fronte alla foce del fiume Centa;
  • a Ceriale, alla foce del canale presso il lungomare Diaz;
  • a Finale Ligure, a mare di fronte alla foce del fiume Pora;
  • a Savona, alla foce del torrente Quiliano.

Rimane invece una situazione di particolare attenzione alla foce del torrente Maremola, a Pietra Ligure, dove il campione è risultato fortemente inquinato.

Dalla ricerca alle soluzioni: la collaborazione con IIT

La tappa savonese di Goletta Verde è stata anche l’occasione per presentare alcune esperienze in cui ricerca scientifica, innovazione e tutela dell’ambiente lavorano insieme.

Particolare attenzione è stata dedicata alla collaborazione tra Legambiente, Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e Comune di Bergeggi, con il progetto sperimentale per il ripristino degli habitat e della biodiversità nell’Area Marina Protetta Isola di Bergeggi.

Al centro dell’iniziativa ci sono nuovi biomateriali di origine naturale, sviluppati dai ricercatori dell’unità Smart Materials di IIT, pensati per favorire il recupero di specie e habitat coralligeni. Il materiale, sviluppato anche grazie alla collaborazione con biologi marini dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, potrà essere utilizzato per ancorare e restaurare specie a rischio come la madrepora a cuscino (Cladocora caespitosa) e la gorgonia rossa (Paramuricea clavata).

La sperimentazione rappresenta un esempio concreto di come le tecnologie sviluppate dalla ricerca possano essere messe al servizio della conservazione degli ecosistemi marini, partendo proprio da un’Area Marina Protetta come quella di Bergeggi.

Durante la giornata sono state inoltre presentate altre tecnologie sviluppate da IIT per affrontare problematiche legate alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente marino.

 

 

Una costa da monitorare, un mare da proteggere

I risultati di Goletta Verde confermano l’importanza di continuare a monitorare la qualità delle acque e, soprattutto, di intervenire sulle cause delle criticità.

La presenza di scarichi fognari nei torrenti e nel mare rappresenta infatti un problema che non riguarda soltanto la qualità delle acque, ma più in generale la tutela degli ecosistemi costieri e la salute dei nostri corsi d’acqua.

Allo stesso tempo, le esperienze presentate durante la tappa savonese mostrano che monitorare non significa soltanto individuare i problemi, ma anche costruire le condizioni per affrontarli: attraverso la ricerca, l’innovazione, la collaborazione tra istituzioni e associazioni e il coinvolgimento delle comunità locali.

Il monitoraggio di Goletta Verde è un’attività indipendente di Legambiente e non sostituisce i controlli ufficiali effettuati dalle autorità competenti per la classificazione delle acque di balneazione. È però uno strumento prezioso per accendere i riflettori sulle situazioni che meritano attenzione e per stimolare una maggiore consapevolezza sullo stato dei nostri territori.

 

 

Goletta Verde a Savona: immagini di un’attività sul territorio

Dietro ai numeri e ai risultati dei campionamenti ci sono persone, attività sul campo, incontri e momenti di confronto.

Abbiamo raccolto in questa piccola galleria fotografica alcuni momenti delle giornate di Goletta Verde in Liguria e nel territorio savonese, per conservarne una memoria visiva e raccontare anche attraverso le immagini l’impegno di Legambiente per la tutela del mare e dell’ambiente.

Perché conoscere lo stato delle nostre acque è il primo passo per poterle proteggere.

Un lavoro condiviso

La tappa savonese di Goletta Verde è stata anche un momento importante per rafforzare il lavoro di rete e la presenza di Legambiente sul territorio.

Un ringraziamento va a tutte le persone, associazioni, ricercatori, istituzioni e volontari che hanno contribuito alle attività e agli incontri di queste giornate.

Un particolare grazie a Federico Borromeo, Direttore di Legambiente Liguria, e a Matteo Musso, Presidente di Legambiente Savona, per il lavoro portato avanti quotidianamente a livello regionale e locale nella tutela del territorio, del mare e della biodiversità.